Il calabrone killer colpisce l’Italia

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“Calabrone Killer”: così viene chiamata la Vespa velutina o “Calabrone asiatico”. Si tratta di un imenottero originario del Sud est asiatico che ha causato la morte di ben 6 persone in Francia. Per fortuna, in Italia non ci sono ancora state vittime ma vari casi di punture sono stati registrati, tra cui l’ultimo una decina di giorni fa a Civitanova Marche, in provincia di Macerata.

Nella Cina del sud, precisamente nella provincia dello Shanxi, scatta l’emergenza ogni autunno: nel 2013 ad esempio in pochi giorni furono registrati 28 decessi causati da svariati attacchi di calabroni killer. In Europa ne viene segnalata la presenza per la prima volta nel 2004 in Francia; da lì si diffonde rapidamente in Spagna, Portogallo, Belgio e, infine, in Italia. Nel 2014 la prima vittima: un agricoltore francese viene attaccato e ucciso da uno sciame. La caratteristica principale che distingue la Vespa Velutina dalle sue cugine nostrane è l’aggressività. Non è questo però l’unico effetto preoccupante…

Il calabrone asiatico infatti attacca e si nutre di api. Alessandra Ripari, segretaria del consorzio apistico provinciale, durante un’intervista a Il Resto del Carlino dichiara: “il pericolo per le api è altissimo, dal momento che la vespa velutina le mangia, sbucciandole quando sono ancora vive. Dopo averle catturate, le spezza e poi toglie la parte esterna per cibarsi dei muscoli del torace”. Il calabrone killer quindi, non solo è un pericolo per noi, ma mette a repentaglio l’ecosistema: attacca e uccide le api rischiando di causarne l’estinzione.

Quali sono le zone italiane colpite? Come puoi RICONOSCERLE ma, soprattutto, come puoi DIFENDERTI?
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2) Come riconoscere i calabroni killer?

La Vespa Velutina è innanzitutto più piccola del calabrone che tutti conosciamo. Si presenta nel complesso di colore bruno molto scuro o nero, con la parte finale posteriore del torace arancione; ha lunghe antenne scure, lunghe ali (solitamente l’apertura alare può andare dai 37 ai 49 millimetri) con zampe nere tranne la parte finale, ovvero i tarsi, che sono di colore giallo. Il veleno contenuto nel pungiglione è pressoché uguale a quello dei cugini europei: una puntura, o peggio ancora, più punture possono essere letali SOLO se la vittima è allergica.vespe1
I nidi di questo temibile insetto sono molto simili a quelli che vediamo nei nostri boschi ma sono solitamente più grossi e contengono migliaia di individui. Un grosso problema per l’uomo consiste nel fatto che i loro nidi non sono costruiti solo in alto, sui rami degli alberi, ma soprattutto, a basse altezze: nei cespugli, nei dintorni delle zone abitate, come baracche, cornicioni, sottotetti, serre, tettoie. Le zone italiane che hanno registrato una presenza più consistente e più pericolosa di calabroni killer sono quelle di Alessandria, Cuneo e Imperia ma l’allerta sta coinvolgendo tutta la penisola poiché si ritiene che l’espansione riguarderà presto anche il centro e il sud Italia.
fonte http://it.bamzum.com/lifestyle/scienza/calabrone-killer-colpisce-in-italia/2/

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